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Forse non lo sai ma i nomadi digitali sono quegli strani personaggi che viaggiano in giro per il mondo e vivono come e dove gli pare, perché per lavorare hanno bisogno “solo” di un pc ed una buona connessione ad internet.

Figo!!! Sì, almeno in teoria. Ecco invece la cruda realtà:

Nomadi Digitali: Instagram VS Realtà

Se ti è mai capitato di finire su un canale Instagram di queste fantomatiche figure mitologiche digitali, ti sarai accorto leggendo le loro info che viaggiano da soli per il mondo, liberi e minimalisti, passando la maggior parte del loro tempo a fare Surf e Yoga in luoghi e spiagge meravigliose.

Essi sono perennemente accompagnati da una magica Reflex volante che cattura i momenti migliori dei loro strepitosi viaggi per poi postarli in automatico su Instagram per far morire di invidia te, povero mortale, costretto a lavorare in ufficio 40 ore a settimana.

Ma oltre il velo di questi meravigliosi canali Instagram, la realtà è ben diversa. Per questo ho deciso di condividere con te, le mie 7 regole di sopravvivenza del tutto personali in questo mondo troppo “Social” e poco reale.

Sei pronto? Iniziamo!

La voglia di libertà, di poter viaggiare, di lavorare dove e come ci piace, sono le nuove aspirazioni di una generazione che vive sempre più nel digitale e troppo poco nel mondo reale.

Questo desiderio è talmente forte da aver spinto la mia generazione, me compreso, a diventare coloro che oggi vengono definiti “nomadi digitali”.

Oggi termini come smart working, lavoro da casa, lavoro online e così via, sono sempre più comuni.

Ma per quanto tutto ciò possa sembrare figo, il rischio di ritrovarsi sull’orlo di una crisi di nervi è sempre dietro l’angolo più di quanto immagini.

Ecco perché io mi sono imposto queste semplici regole, dettate dalla mia esperienza personale:

1. Lavora nel digitale, ma vivi una vita reale!

Questo è uno degli aspetti più sottovalutati dagli aspiranti nomadi digitali:

“Lavorando troppe ore davanti a un pc, si corre il rischio di perdere la connessione con il mondo reale.”

All’inizio è tutto straordinario: lavori online, ovunque tu ti trova e guadagni… wow!

Ma svanito il velo del sogno magico, in cui sei sempre lì a postare sui social la nuova felice e meravigliosa vita che stai conducendo, arriva il forte impatto con la realtà.

“Scoprirai ben presto che vivere così fuori dagli schemi, non è sempre rose e fiori come pensavi.”

La verità è che i bisogni umani non sono cambiati.

L’essere umano, biologicamente parlando, non si è evoluto poi così tanto, perlomeno non con lo stesso passo della tecnologia di cui siamo circondati.

Il cervello ed il corpo continuano ad avere gli stessi bisogni fisiologici come:

  • creare rassicuranti abitudini;
  • fare branco per sentirsi protetti e parte di un gruppo;
  • mangiare;
  • accoppiarsi.

“Il problema – per chi passa troppe ore davanti a uno schermo – è che non cerca più di soddisfare questi bisogni nel mondo reale, bensì sui social media e surrogati vari.”

L’invidiato nomade digitale passa ore a chattare, a condividere, a farsi scattare foto mentre mangia, mentre fa yoga o surf, la sua vita insomma diventa un continuo postare.

Mentre lavora al computer con vista sul mare non perde occasione per farvelo notare e ovviamente non possono mancare le storie per ogni pensiero che gli passa per la testa o luogo che sta andando a visitare.

Per lui condividere le sue esperienze ed emozioni è più importante che viverle.

Una trappola in cui ci siamo cascati in tanti

Non ti illudere, ci siamo cascati tutti all’inizio.

Quando ho iniziato a lavorare come digital marketer e quindi ho potuto iniziare a viaggiare un po’ di più lavorando online, io ho fatto la stessa cosa (all’epoca c’era solo Facebook, neanche Instagram.)

Ma quando ho capito che mi stavo ammalando, ho deciso di smettere e di tornare a vivere meno sui social e più nel mondo reale.

Perché diciamocela tutta:

“Una piacevole chiacchierata, sorseggiando un buon bicchiere di vino, non potrà mai essere sostituita da lunghe ed inutili chattate su Messenger, WhatsApp, Telegram e Social vari.”

Questa personalmente la ritengo la chiave numero uno per essere davvero felici e non ammalarsi, qualsiasi sia il tuo lavoro digitale.

2. Fai nuove esperienze!

Hai mai parlato con persone che hanno fatto sempre le stesse identiche cose per 10, 20 o 40 anni?

Hai notato che, quando gli fai un discorso differente da quello che è il loro pensiero, ti sembra di parlare con un muro di cemento?

Questo è uno dei vantaggi di essere un nomade digitale:

  • la libertà di poter fare nuove esperienze;
  • di visitare posti nuovi;
  • di apprendere una nuova lingua;
  • di imparare a suonare un nuovo strumento;
  • di non smettere mai di formarsi;
  • di uscire dagli schemi della routine e delle abitudini quotidiane.

Solo così arriverai a 60, 70, 80 anni con una vita ricca e senza rimpianti.

Ma mentre questo è più o meno il motivo principale per cui molti decidono di lavorare online, ricordati che d’altro canto c’è sempre un prezzo da pagare.

3. Liberati delle zavorre!

In molti sognano di scappare e viaggiare per il mondo, fantasticando sull’idea di lavorare come digital marketer, copywriter, travel blogger e uno dei tanti altri lavori che può fare un nomade digitale.

“Sono in tanti a sognare la libertà ed alcuni ci provano anche. Salvo poi entrare nel panico totale dopo la prima sensazione di leggerezza che iniziano a provare.”

Così, impaurite dal vuoto e dall’ignoto, tornano a stringere saldamente le loro certezze, ridicole, spesso orribili, ma pur sempre qualcosa di familiare e di cui si possono lamentare.

Essere nomadi digitali non è per tutti

Non c’è nulla di male in tutto ciò, non tutti sono pronti a fare il grande salto.

Il problema però nasce nel momento in cui loro, aggrappati saldamente alle proprie zavorre, pretenderanno da te esattamente la stessa cosa.

“Se non impari a lasciarli andare, ti trascineranno con loro nel baratro di una vita che non hai mai desiderato e che negli anni sentirai sempre più stretta.”

Questo vale per le persone, tanto quanto per gli oggetti e i ricordi. Se non lo farai, ti ritroverai come la povera tartaruga di terra che, lentamente, è costretta a portarsi dietro tutta la casa.

Liberarti dalle zavorre è una pratica che col tempo ti porterà a riconoscere cosa davvero è importante. Un abitudine minimalista difficile da praticare ma che ti stravolge completamente l’esistenza quando riesci a padroneggiarla.

4. Goditi la solitudine!

Questo tipo di attività che hai scelto, ovvero svolgere la tua professione prettamente online, viaggiando per il mondo, ti obbliga spesso a stare solo con te stesso.

  • La maggior parte delle volte sarai solo quando viaggi, soprattutto quando vuoi assaporare un nuovo posto nel dettaglio.
  • Sarai spesso solo quando lavori al computer perché hai bisogno di concentrarti, scrivere e creare.
  • Sarai solo a prescindere perché hai scelto una professione libera da vincoli e da orari, con tutti i pro e i contro del caso.

Capiterà spesso che quando tu sei libero gli altri lavorano e quando gli altri sono liberi tu avrai una commissione urgente da completare.

“Il Nomade Digitale spesso soffre la solitudine, quando non sa come sfruttarla.”

Alcuni risolvono andando a lavorare nei Coworking, altri ahime si creano una seconda vita totalmente digitale con tutte le dipendenze fisiche e mentali che questo può portare.

In questi momenti, ti consiglio personalmente di uscire lì fuori e conoscere il mondo, parlare con gente che non conosci, in posti in cui non sei mai stato, e facendo cose che non hai mai fatto.

Oppure, quando non hai voglia di sentir nessuno, approfitta di questi lunghi periodi, solo con te stesso, per zittire la mente, osservare e mettere a posto il disordine che hai dentro.

Non sempre ci riuscirai, ma la pratica rende perfetti… mi han detto! 😉

5. Sii disciplinato!

Qualche anno fa iniziammo una collaborazione con una terapeuta brava e competente.

L’obiettivo era far crescere la sua attività, ma molto presto iniziarono ad arrivare le classiche problematiche:

  • gli dicevo di scrivere degli articoli per il blog, ma non aveva tempo;
  • gli chiedevo quando potevamo registrare i video, ma non aveva tempo;
  • finché un bel giorno, ho scoperto che tutto quel tempo che diceva di non avere, lo passava al telefono a chiacchierare con gli amici o sui social.

Sia chiaro:

“Ognuno è libero di fare quel che vuole con il suo tempo, l’importante è non meravigliarsi poi degli scarsi risultati.”

Tornando a noi, se a fine giornata ti sembra di avere ancora mille cose da fare, inizia a chiederti dove stai sprecando il tuo tempo.

Lavorare online, essere nomade digitale, significa nella maggior parte dei casi essere un libero professionista senza vincoli di orari. Questo però può essere una grossa arma a doppio taglio.

“Essere disciplinato probabilmente sarà una delle sfide più grandi che dovrai affrontare.”

Il rischio di ricadere nella trappola del perdere tempo sarà sempre lì dietro l’angolo.

6. Mangia sano e fai sport!

Ok, lo so, questa può sembrare scontata. Ma la maggior parte dei guru e venditori di corsi dimenticano di dirlo:

“Coloro che lavorano nel digitale, passando parecchie ore davanti a un pc, sviluppano diverse cattive abitudini e dipendenze varie.”

Come ad esempio:

  • fare poca attività fisica o un attività fisica non adeguata;
  • mantenere posture sbagliate per troppe ore di fila;
  • mangiare troppe schifezze mentre si sta lavorando;
  • abusare di fast e street food quando si è in viaggio;
  • sviluppare abitudini, comportamenti errati e dipendenze pericolose;
  • è così via fino ad arrivare a veri e propri problemi patologici.

Quasi nessuno tra gli addetti ai lavori infatti sarà disposto ad ammettere questo dato di fatto:

“Chi lavora nel digitale spesso soffre di problemi sessuali, dipendenze, disturbi socio comportamentali o problemi di salute di diverso genere.”

Approfondirò questo punto nel dettaglio con altri post specifici. Intanto sappi che anche solo piccole correzioni di cattive abitudini possono salvarti letteralmente la vita.

7. Lavora meno, guadagnerai di più!

Lascia che te lo dica senza peli sulla lingua:

“Io amo e mi appassiona davvero il mio lavoro di digital marketer e ricercatore, ma se passo più di 4/5 ore al giorno davanti a un pc, inizio seriamente a sclerare!”

Il problema non è il tuo mestiere bensì il modo in cui lo stai svolgendo.

Prova a ripensare a tutte la lista delle cose che “un giorno vorresti fare” e a tutte quelle promesse che non hai potuto mantenere perché non avevi soldi o, come spesso accade, non avevi il tempo.

“La chiave è raggiungere l’equilibrio: svolgere la professione che ami per il giusto compenso, senza compromessi di tempo e di spazio.”

Questo è il vero valore aggiunto dell’essere un Nomade Digitale e solo così ti sembrerà davvero di non lavorare un solo giorno della tua vita, come diceva Confucio (semmai veramente l’abbia detto lui).

A tal proposito, ti consiglio di approfondire questo mio post in cui spiego come guadagnare con gli infoprodotti.

Per concludere: non aspettare!

Ho sognato per anni di andare a vivere a Londra. Un bel giorno mi sono deciso, ho fatto le valige e son partito.

Dopo 3 mesi son tornato indietro perché ho scoperto che vivere in quella città proprio non mi piaceva. Immagina se non l’avessi mai fatto? Starei ancora lì a fantasticare.

“La vita è molto più semplice di quanto noi ce la complichiamo.”

Se vuoi vivere fronte mare, affitta una casa e semplicemente vai a viverci. Se poi ti rendi conto che non ti piace, cambia di nuovo.

Qualunque cosa vorresti fare, falla adesso. Ma ricordati sempre questi 7 consigli, se vuoi essere davvero felice, anche se lavori nel digitale.

Per questo post è tutto.

Io ti mando un abbraccio!

– Commenta la tua esperienza –

Se sei un nomade digitale e/o lavori comunque al computer per diverse ore al giorno, e vuoi condividere la tua esperienza, scrivi qui sotto nei commenti.

Rispondo a tutti personalmente e accetto ben volentieri complimenti e critiche costruttive (se contestualizzate e scritte con educazione).


Questo post è stato pubblicato il 16 giugno 2020 su www.mycopylife.it ed è di proprietà di MyCopyLife

Puoi copiare e redistribuire l’intero articolo o parti di esso, a patto di citare sempre l’autore Cosimo Melle e la fonte:  https://www.mycopylife.it/nomadi-digitali/


 

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